
Panetta & Associati Studio Legale annuncia l’ingresso di Maria Panetta in qualità di Partner
3 Novembre 2026
Panetta & Associati Studio Legale annuncia l’ingresso di Maria Panetta in qualità di Partner
3 Novembre 2026
Panetta & Associati Studio Legale annuncia l’ingresso di Maria Panetta in qualità di Partner
3 Novembre 2026
Su Agenda Digitale, Alessandro Longo e Nicoletta Pisanu analizzano le ricadute per il digitale e l’intelligenza artificiale delle elezioni di metà mandato statunitensi del 3 novembre 2026, che hanno consegnato ai democratici il controllo di Camera e Senato. L’approfondimento raccoglie le valutazioni di diversi esperti, tra cui l’Avv. Rocco Panetta.
Il quadro tracciato è quello di una possibile stagione di maggiore controllo politico sull’AI: dal gennaio 2027 il nuovo Congresso potrà convocare i vertici delle grandi aziende tecnologiche e chiedere documenti su sicurezza, concorrenza e rapporti con l’amministrazione. Il potere di veto del Presidente Trump rende però tutt’altro che scontata una svolta normativa federale. Un secondo fronte è quello dei data center, oggetto di decine di misure locali e di promesse di moratoria, con possibili effetti su costi e tempi dei servizi di AI utilizzati anche in Europa.
Nel suo contributo, Rocco Panetta riconosce che il voto apre scenari nuovi nel dibattito internazionale sulle politiche digitali, sulla data economy e sullo sviluppo dell’AI, ma mette in guardia da facili aspettative: «Si illude, tuttavia, chi immaginava un’inversione di rotta netta e pronta». A suo avviso, l’attuale amministrazione si è discostata dalle precedenti più nella forma che nella sostanza.
Panetta ripercorre il rapporto transatlantico sui dati a partire dalla direttiva 95/46, che circa trent’anni fa ha dato forma al mercato europeo dei dati: da allora gli Stati Uniti, a prescindere da chi governasse, hanno mantenuto un approccio opposto a quello europeo. Da questa contrapposizione sono nati il Safe Harbor, negoziato quando Stefano Rodotà presiedeva il gruppo dei Garanti europei, e poi il Privacy Shield, strumenti pensati per armonizzare i flussi di dati tra UE e USA e poi entrambi caduti.
Le distanze, conclude Panetta, sono evidenti e sono destinate a restare, soprattutto sul terreno della regolazione dell’AI: senza un forte impegno della Presidenza statunitense, appare difficile nel medio periodo arrivare a un trattato sull’uso responsabile dell’AI e sulla non proliferazione delle armi robotiche.
L’articolo completa l’analisi con un confronto tra l’AI Act europeo e le iniziative statunitensi, dalla legge californiana SB 53 al FRONTIER Act, e con una riflessione sulla sovranità tecnologica dell’Europa.
Leggi l’articolo completo su Agenda Digitale
Fonte: Agenda Digitale, 4 novembre 2026 – articolo di Alessandro Longo e Nicoletta Pisanu, con il contributo di Rocco Panetta.