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Sfide Digitali, serve riformare le autorità indipendenti.
di Rocco Panetta per Il Sole 24 Ore
L'anno nuovo mostra scenari geopolitici incerti, caratterizzati da crisi economiche e mercati imprevedibili. Le aziende italiane e europee sono obbligate a una traversata non facile, ressa ancora più instabile da una frammentazione della governance globale di mercati e asset tecnologici e da inediti incursioni della politica internazionale nella vita di tutti i giorni, che mettono in discussione il valore delle regole ed il senso delle istituzioni, minando quel fragile patto che ha concesso ad una parte non irrilevante del mondo di godere di crescita economica costante, pace e sviluppo sociale.
In un contesto come questo, cresce la necessità di poter contare su autorità terze, indipendenti e affidabili. Ritorna centrale la funzionale stabilizzatrice delle autorità indipendenti, da quelle più trasversali sulla concorrenza e sulla protezione dei dati personali, a quelle più settoriali garanti di settori regolamentati come il bancario, l'energetico, le comunicazioni o i trasporti.
La delega di poteri normativi e regolatori a organi non eletti non è mai stata esente da critiche, ma l'evoluzione dei mercati della società ha reso necessaria l'azione di organi specialistici e svincolati dai governi. Quarant'anni fa le autorità svolgevano la propria missione su frammenti di mercato nazionale, erano poco interconnesse tra loro e ancor ,meno internazionalizzate.
Oggi invece esse sono chiamate a operare in un ecosistema economico- digitale in continua evoluzione e che opera senza confini territoriali. Per questo il ruolo di questi organi è oggi ancora più indispensabile e strategico. In un contesto di crisi ricorrenti. sfiducia nei mercati, corsa a beni rifugio come l'oro e l'argento, oscillazione perenne tra tra globalizzazione e protezionismo, ritorno sulla scena dei dazi, emersione di potentati economici digitali più capitalizzati di gran parte degli Stati che siedono all'Onu, la capacità delle autorità di garantire prevedibilità, falsificazione – nell'accezione popperiana del termine – e coerenza, nel bilanciamento tra protezione dei diritti degli individui e delle imprese, è diventata un bene pubblico essenziale.
Regolamentando in modo chiaro i propri settori di riferimento che siano la circolazione e protezione dei dati personali, l'intelligenza artificiale, la cybersicurezza o la concorrenza – le autorità indipendenti regolano la fiducia nell'intero sistema economico.
La crescita di ruolo e importanza di queste autorità ha determinato inevitabilmente anche un aumento di critiche. Dalla ciclica messa in discusso delle garanzie di indipendenza, ai frequenti tentativi di delegittimazione.
Occorre intervenire alla radice del problema affinché l'indipendenza sia percepita come reale e i conflitti di interessi siano neutralizzati all'origine e per tutta la durata del mandato dei componenti, attraverso meccanismi analoghi a quelli in essere per la magistratura.
anzitutto occorre uniformare i criteri di selezione, nomina, durate, revoca è essenziale disciplinare durata dei procedimenti e meccanismi di impugnazioni delle decisioni,
Per fare un esempio, l'impugnazione dei provvedimenti delle Autorità indipendenti avviene di norma innanzi al Tar del Lazio, salvo che per i provvedimenti del Garante per la protezione dei dati, i quali sono impugnabili di fronte al giudice ordinario, sezione libertà, diritti fondamentali e immigrazione, con tutto ciò che questo possa significare.
la riforma delle autorità indipendenti passa attraverso un trasversale coinvolgimento di diversi attori, in sede di nomina dei componenti, volto a responsabilizzare politica e istituzioni, attraverso audizioni puntuali, serrate e trasparenti dei candidati.
Le autorità indipendenti non sono un lusso tecnocratico del passato, ma una necessità e urgenza democratica di oggi.
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