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Guerra in Ucraina: tutti i diritti negati e i risvolti sulle politiche digitali Ue

Quella in Ucraina è la prima guerra onlife. Da ogni parte del mondo si possono seguire in diretta i concreti sviluppi del conflitto. Per la prima volta le tecnologie dell’informazione sono diventate vere e proprie armi. Ma una cosa non cambia: com’è sempre stato e sempre sarà, la guerra è assoluta negazione dei diritti

di Rocco Panetta

Cosa sta succedendo in Europa e nel mondo? Fino al 23 febbraio scorso, vigilia della invasione russa in Ucraina, pochi avrebbero immaginato uno scenario come quello a cui stiamo assistendo, increduli ed inermi di fronte ad una guerra tremenda, odiosa ed intollerabile.

L’attacco sferrato dalla Russia alla vicina Ucraina ha avuto un effetto paralizzante delle coscienze ancor prima che dell’economia. Io in prima persona ne ho subito il contraccolpo emotivo. È infatti difficile trovare le parole giuste quando ad essere attaccata è l’essenza ed il valore comune a noi tutti: l’umanità.

Dopo diversi giorni di riflessioni e letture, e di rifiuto di commentare quanto sta accadendo, è arrivato il momento di offrire il mio personale contributo ad un dibattito complesso, ma imprescindibile. Proprio in simili circostanze infatti la dimensione dei diritti, e con essa quella dell’etica sociale, si trova maggiormente in bilico sul baratro dell’oblio.

Perché, com’è sempre stato e come sarà sempre, la guerra è vera ed assoluta negazione dei diritti. E, forse per la prima volta, anche dei diritti digitali. Del resto, siamo di fronte alla prima guerra del mondo iperconnesso e basato sull’economia dei dati, e anche su questo occorre riflettere.

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